Opportunità di carriera su Marte

Questa storia inizia con la lettura di  un annuncio di lavoro (vero, del 2014, inglese, ho cambiato solo il nome dell’azienda e l’ho tradotto in Italiano):

Mars – Careers – Jobs just in:
Scrum-master / Agile Coach: la persona che assumerà questo ruolo sarà responsabile della supervisione ed il supporto dei team, così come dell’osservanza dei principi base di Scrum e l’uso proprio degli strumenti ad esso dedicati.
Requisiti:

  • Fa coaching ai product owners, agli scrum master, ai project manager, ai tester, agli sviluppatori, ai manager del processo di sviluppo Agile/Lean e delle best practices tecniche
  • Partecipa agli eventi degli sprint e fornisce consulenza ai team su tutti gli aspetti dei metodi agili, con una forte focalizzazione sul framework Scrum, aiutando il team a sfruttarne le caratteristiche agili e le cerimonie, i ruoli e gli artefatti.
  • Opera in qualità di Scrum Master per uno o più team.
  • Insegna ad altri ad assumere il ruolo dello Scrum Master.
  • Si consulta con gli scrum master, i product owner, gli specialisti UX, gli sviluppatori ed i tester per migliorare le loro capacità di stima e pianificazione e la loro aderenza alle cerimonie ed alla cadenza dei vari meeting giornalieri, di iterazione e di release.
  • Conduce workshop presentazioni sui metodi agili e fornisce supporto uno a uno ai team ed ai relativi membri
  • Fa coaching ai team tecnici sulle best practices per migliorare la qualità del codice, sull’uso dei costrutti di simple design e sull’applicazione dei principi di ingegneria del software.
  • E’ responsabile dei miglioramenti dei risultati nei progetti di sviluppo software in termini di predicibilità della consegna, contenimento dei costi, schedulazione e qualità di quanto consegnato.

Basta leggere tutti questi punti per accorgersi che in realtà questa azienda sta cercando una cosa sola: l’ultima. I primi 7 punti sono relativi al “come” mentre solo l’ottavo è relativo al “cosa” e quel cosa è “risolvere problemi che hanno a che vedere con la produttività dei team”. Non sempre il cosa viene dichiarato così bene come nel caso sopra.

A questo punto facciamo un paragone, ispiratomi da Francesco.

Mario Bianchi è Agile coach, cintura nera di Kanban, campione di Lean Production, quarto dan in torte e budini (ha lavorato nell’industria dolciaria, il sabato sera per una pizzeria sotto casa prepara dolci e torte sfruttando le ricette della nonna).

Suona il telefono: è il titolare di una giovane azienda, la Torino Torta Nuova, che ha bisogno di aiuto.
Agile Coach: “Vi aiuto io. Di cosa vi occupate ?”
Giovane Azienda: “Siamo una pasticceria. Siamo specializzati in bombe alla crema. Abbiamo fatto un fatturato eccezionale con le bombe alla crema lo scorso anno quando abbiamo aperto.”
AC: “Bene, e che problema avete ?”
GA: “Cerchiamo qualcuno che possa fare coaching ai pasticceri, al cassiere, alla banchista, devono essere più agili perché ci hanno detto che Agile funziona.”
AC: “Funziona per risolvere cosa ? Che problema avete per cui pensate di adottare un metodo agile ?”
GA: “Scusi, ma lei fa solo domande ? Non può fare il coach ? Comunque, dobbiamo spendere di meno o guadagnare di più, anzi, tutti e due.”
AC: “E non potete vendere più bombe alla crema ? Vi serve un coach ?”
GA: “Forse non ha capito, mi spiego meglio: deve assolutamente venire, serve un coach per il pasticcere capo. Lui dice che, se continuiamo così, si mette lui al posto della ragazza che prepara le vetrine del bancone perché non è capace ad esporre le bombe. Ha anche detto che si metterà a fare volantinaggio in piazza per fare pubblicità perché non riusciamo a ricordare ai clienti che siamo una pasticceria. Poi vorrebbe trasferirsi in un luogo più visibile, al centro di Londra (adesso siamo a Cherasco, potrebbe essere un problema). E non ci sono mai spiccioli per il resto alla cassa.”
AC: “Non potreste semplicemente vendere più crema ? Che giorno è oggi e che ore sono ? Siete aperti ?”
GA: “… Certo che siamo aperti. E’ domenica e sono le 11 di mattina. Ma cosa c’entra ? Non vuole lavorare di domenica ?
AC: “L’Agile Coach non lavora per definizione. Le 11 di domenica, c’è fila fuori del negozio ?”
GA: “No, non c’è fila, passa un sacco di gente ma non si ferma nessuno.”
AC: “Quindi è inutile fare più crema per venderne di più, immagino.”
GA: “Beh, in realtà la crema ci avanza tutti i giorni. Mi scusi, ho un cliente”.
AC: “…”
GA: “Eccomi, era un tizio di Cuneo, dice che ha visto il nostro sito web ed è venuto per comprare una bel vassoio di bombe… scusi ancora che devo spiegargli come pagare con il sistema contactless che abbiamo alla cassa.”
AC: “…”
GA: “Scusi, eccomi. Queste tecnologie. Ma, mi perdoni, è rientrato il tipo di Cuneo.”
AC: “…”
GA: “Eccomi di nuovo, era venuto a buttare un tovagliolo, ha anche lasciato il vassoio sul bancone.”
AC: “Cosa aspetta, lo richiami altrimenti torna a Cuneo senza bombe!”
GA: “No, non c’è bisogno, ha buttato la sua bomba e ha detto che la crema non era buona, per cui ci avrebbe lasciato anche le altre.”
AC: “Mi stia a sentire: non vi serve un coach, un lean expert, un process optimizer, vi serve di fare la crema come si deve.”
GA: “Va be’, ho capito, cerco un altro Agile Coach, enterprise edition, arrivederci.”